Educazione

Il Museo Diocesano di Ostuni propone precisi progetti educativi, formulati dal curatore scientifico del Museo, lo storico dell’arte Teodoro De Giorgio, destinati alle diverse fasce di età. Obbiettivo del museo è di porre al centro il visitatore, in particolare bambini e giovani, comunicando la conoscenza con un linguaggio semplice e accessibile. È per questo che accanto alle opere si trovano apposite didascalie in italiano e inglese. In compagnia della mascotte ufficiale del Museo, l’angelo Ronzino (diminutivo del nome del santo patrono di Ostuni, Oronzo), i più piccoli potranno imparare giocando.

 

Per le scuole, oltre alle visite in compagnia del curatore scientifico, sono previsti i seguenti progetti, da prenotare all’indirizzo info@museodiocesanoostuni.it:

 

1) Vedere oltre gli oggetti

Gli oggetti esposti nei musei hanno alle spalle una vita (e in molti casi più vite) fatta di affetti, ricordi, emozioni e situazioni tra le più disparate. Quante volte i piccoli Messapi avranno giocato col tintinnabulum esposto o cosa avranno provato i sacerdoti e i vescovi nell’indossare quel dato paramento liturgico o nel consacrare il Sangue Eucaristico in quel dato calice? Proviamo a scoprirlo, immedesimandoci – grazie alle testimonianze coeve superstiti che ci sono pervenute – negli uomini che ci hanno preceduto. Il progetto, rivolto alle classi della scuola primaria, si propone di sensibilizzare i bambini a una visione che non si esaurisce all’aspetto esteriore degli oggetti, ma che con senso critico scava nelle profondità del vissuto. Ulteriore obiettivo è di contestualizzare storicamente gli oggetti allo scopo di approfondire le tematiche socio-culturali che hanno caratterizzato le varie epoche.

2) Sui passi di sant’Oronzo

La tradizione vuole che Oronzo, durante i suoi viaggi apostolici, sia passato da Ostuni e abbia celebrato l’Eucarestia nelle grotte carsiche, scavate nel sottosuolo, per sfuggire alle persecuzioni contro i cristiani volute da Nerone. Il progetto didattico, rivolto alle classi della scuola primaria (4e e 5e) e secondaria di 1° e 2° grado, si concentra sul concetto di pellegrinaggio, inteso nella sua accezione di cammino fisico e di crescita culturale e spirituale. Dopo la visita del Museo, del Cappellone dell’Immacolata (dove è conservata la superba statua argentea di sant’Oronzo, realizzata da Luca Baccaro) e della Concattedrale di Ostuni, i ragazzi avranno l’opportunità di accedere con i loro insegnanti nel santuario rupestre dedicato al santo, che sorge sul ‘monte’ Morrone sopra una cavità naturale dentro la quale trovò rifugio Oronzo; la forte devozione degli Ostunesi nei confronti del santo è attestata dai numerosi ex voto dipinti all’interno, che descrivono i costumi e le usanze dei tempi passati.

Il camminare presuppone che a ogni passo il mondo cambi in qualche suo aspetto e pure che qualcosa cambi in noi. Italo Calvino

3) Fatto a mano

I paramenti esposti nel Museo Diocesano di Ostuni nascono in prevalenza dal laborioso lavoro delle monache benedettine e carmelitane di Ostuni. Il progetto, rivolto alle classi della scuola primaria e secondaria di 1° grado, si propone di mostrare ai ragazzi le tecniche tradizionali dell’artigianato tessile ostunese, partendo dall’osservazione dei paramenti in mostra, per poi far visita alle comunità monastiche locali per scoprire la loro storia e il loro particolare stile di vita, scandito dalla preghiera e dal lavoro artigianale.

4) Arte e anatomia umana

Sul finire del XVI secolo la necessità di promuovere lo sviluppo delle conoscenze in campo medico, associata alla crescente passione degli artisti per le dissezioni anatomiche, portò alla creazione di corpi umani in cera del tutto simili a quelli veri. Nacquero le cere anatomiche, che avevano lo scopo di offrire una valida soluzione alternativa all’impossibilità di conservare cadaveri per lunghi periodi per finalità scientifiche di studio e, al tempo stesso, di sottrare medici e studiosi al ripugnante contatto con i morti. Le cere anatomiche mostravano il funzionamento del corpo umano, che – al bisogno – poteva essere esplorato e osservato dal suo interno; gli artisti non si limitarono a rappresentare individui scorticati con muscoli e circolazione sanguigna in vista, ma andarono ben oltre riproducendo con minuzia i singoli organi interni e l’apparato scheletrico. Partendo dall’osservazione del Crocifisso anatomico custodito nel Museo Diocesano di Ostuni (vero e proprio unicum), gli studenti approfondiranno la pratica dello studio anatomico al servizio dell’arte e dello sviluppo della scienza medica. Il progetto è rivolto alle classi della scuola primaria e secondaria di 1° e 2° grado; in base all’età degli studenti verranno proposte esperienze mirate.

5) Copia conforme

Ciò che ha successo è destinato a essere imitato e copiato. Lo sapevano bene gli artisti dei secoli passati, che riproducevano per i numerosi committenti le creazioni più fortunate. Nel Seicento Guido Reni (1575-1642) fu in assoluto tra gli artisti maggiormente copiati dai suoi colleghi. Il progetto, rivolto alle classi della scuola primaria e secondaria di 1° e 2° grado, si propone di approfondire la tematica ‘originale-copia’, partendo dall’approfondita lettura iconografica della monumentale pala con la Visione di san Filippo Neri, conservata nel Museo Diocesano di Ostuni, che riproduce l’opera di analogo soggetto dipinta dal Reni tra 1614 e 1615. Gli studenti, accompagnati dal curatore scientifico del Museo, avranno l’opportunità di ‘leggere’ visivamente e di effettuare confronti mirati tra le due opere, grazie a una fedelissima riproduzione a misura reale del dipinto di Guido Reni (l’originale è custodito nella chiesa romana di Santa Maria in Vallicella), allo scopo di comprendere le dinamiche artistiche e socio-culturali alla base di tale pratica.

6) Vestire il divino

Quale era la funzione delle statue sacre ‘da vestire’? Nella tradizione culturale cattolica esiste una particolare tipologia di statua lignea, per lo più snodabile (e per questo detta ‘viva’), che veniva vestita con abiti reali come fosse una persona in carne e ossa, acconciata con capelli veri e ingioiellata. La delicata operazione della vestizione era riservata a uno strettissimo numero di persone, in prevalenza madri e figlie, che per tutto l’anno si prendevano cura delle statue. Il progetto, destinato alle classi della scuola primaria e secondaria di 1° grado, si propone di fare luce su questa antica tradizione, grazie all’osservazione diretta della statua ‘da vestire’ della Madonna del Rosario conservata nel Museo Diocesano di Ostuni, considerata dagli esperti tra le migliori realizzazioni italiane del Settecento dell’intera area meridionale. La visione di un apposito filmato che illustra la vestizione di questa particolare tipologia di statue aiuterà a comprendere la natura antropologica e socio-culturale di questo fenomeno.

7) Un archivio da leggere

L’Archivio Capitolare di Ostuni conserva un tesoro di documenti e volumi, redatti tra XI e XIX secolo, che serba memoria della storia e delle disposizioni volute dai Canonici ostunesi. Tali documenti si rivelano fondamentali per approfondire lo sviluppo odierno della città e della Chiesa locale. Per favorire la conoscenza di queste affascinanti e preziose fonti e per fornire ai ragazzi un approccio di studio scientifico alle testimonianze del passato, in prospettiva di un loro eventuale percorso universitario di matrice archivistica, il progetto si rivolge alle classi 4e e 5e della scuola secondaria di 2° grado.

8) Per grazia ricevuta. Gli ex voto

Un’antica tradizione popolare vuole che il devoto sia tenuto a offrire a Dio, alla Santa Vergine o al santo protettore oggetti come segno di ringraziamento tangibile per aver ascoltato ed esaudito una preghiera. Con l’espressione ‘ex voto’ si identificano per estensione le offerte stesse, che comprendono varie tipologie di oggetti, in genere riproduzioni delle parti del corpo sanate, tavolette con raffigurazioni dell’evento a cui si riferisce la grazia ricevuta o gioielli. Il progetto, destinato alle classi della scuola primaria e secondaria di 1° e 2° grado, si propone di fare luce su tale pratica, ancora oggi in uso, approfondendo il suo particolare significato sul piano antropologico, sociale e religioso; in base all’età degli studenti verranno proposte esperienze mirate.

Ideazione e direzione scientifica dei progetti educativi: dottor Teodoro De Giorgio, storico dell’arte.